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Dichiarazione di voto sulla questione di fiducia dell'On. Maino Marchi

18 novembre 2016

Pubblicato in: AttualitÓ


 Presidente, colleghi deputati, rappresentanti del Governo, all'audizione del Ministro Padoan sulla legge di bilancio l'onorevole Brunetta ha affermato che non si era mai visto un decreto fiscale più legge di bilancio insieme. Mi dispiace contraddire il collega, nonché professore, ma precedenti ci sono, come la legge finanziaria 2008 più decreto-legge del Governo Prodi; si dirà: sempre voi; no, perché ci sono precedenti ben più hard, come una vera e propria finanziaria triennale, fatta in piena estate, con un decreto-legge, e l'ha fatta il Governo di cui proprio l'onorevole Brunetta era membro; quella manovra tagliava ben otto miliardi in tre anni alla scuola, mentre questo Governo ne ha aggiunti 3, sta stabilizzando 180.000 docenti e ora investe su ricerca, università, diritto allo studio, servizi 0-6 anni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Quella manovra cominciava a tagliare i fondi degli interventi sociali e il Governo Berlusconi li ha azzerati con la sua ultima legge di stabilità, mentre questo Governo sta finanziando tutti i fondi come quello contro la povertà, 600 milioni nel 2016, un miliardo nel 2017, un miliardo e mezzo nel 2018. Quella manovra inaspriva gli obiettivi del Patto di stabilità interno per regioni e enti locali, mentre questo Governo lo ha superato ed eliminato, per rilanciare gli investimenti. Da quella manovra in avanti non c’è stato nessun taglio delle tasse da parte di quel Governo, anzi, in diversi casi ci sono stati aumenti, mentre questo le ha tagliate, le sta tagliando in misura senza precedenti, soprattutto su lavoro e imprese. Insomma, le differenze ci sono e sono evidenti, non le vedono solo i colleghi del MoVimento 5 Stelle. Per loro tutti gli altri sono tutti uguali, per loro le differenze si misurano su due parametri: gli scontrini, di cui sono grandi collezionisti, e le rinunce: rinuncia alle Olimpiadi, rinuncia alla metropolitana, rinuncia ad eliminare 315 indennità di senatori (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). È più bello per loro dimezzarle tutte per avere in Parlamento solo chi vive di rendita o pensionati o disoccupati. 
  Insomma, ci sono molti motivi, anche specifici, sul provvedimento che stiamo esaminando per dare la fiducia al Governo e per non averne nelle opposizioni, anche nella Lega, che su questo decreto, laddove si prevedono risorse per interventi su profughi e migranti, ha presentato emendamenti per destinare quelle risorse ad altri interventi di carattere sociale. Insomma, si promuove la guerra tra poveri: la storia ci dice che chi fomenta la guerra tra poveri non lo fa perché sta con una parte dei poveri, ma per fare gli interessi dei più ricchi.
  Questo è, di fatto, il populismo e vedrete che, nei prossimi anni, con la Presidenza Trump, la cui vittoria fa sognare Salvini, non si ridurranno le disuguaglianze e le ingiustizie sociali negli Stati Uniti, ma aumenteranno. E alla sinistra che va in piazza a protestare il giorno dopo dico che è meglio andare a votare bene nel giorno giusto; dico che serve più operare in un'ottica di cultura di Governo, che è dura, impegnativa, pone di fronte a scelte difficili, ma è quella che può cambiare la vita dei cittadini, mentre non si cambia con la mera testimonianza. 
  L'impianto del disegno di legge di bilancio, di cui il decreto fiscale è una parte importante, è un impianto che fa i conti con la questione di come sostenere la crescita in una fase di riduzione rispetto alle aspettative della stessa a livello mondiale, per un insieme di fattori, con conseguenze sul nostro Paese. È un impianto che continua il perseguimento dell'aggiustamento dei conti pubblici, ma con più gradualità, per avere gli spazi per interventi a sostegno della crescita e per far fronte a eventi eccezionali, come i migranti ed i terremoti. Una crescita che dai dati ISTAT di ieri è, comunque, migliore delle ultime stime, confermando quelle del Governo. 
  È una sfida alle politiche dell'Unione europea ? Sì, lo è, ma in una direzione che dovrebbe trovare in quest'Aula il sostegno di tutti: non ho mai sentito la nostra destra esaltare le regole europee; il MoVimento 5 Stelle dice che almeno bisogna spingersi fino al 3 per cento e SEL che bisogna andare oltre. È una sfida che sta dando risultati, che sta cambiando, cominciando a cambiare le politiche europee. Andrebbe, pertanto, apprezzata una manovra che riduce il deficit dal 2,4 del 2016 al 2,3 nel 2017 – uno dei più bassi in Europa –, ma lo porta dalle previsioni dell'1,8, appunto, al 2,3, e, invece, si dice che è una manovra elettorale in funzione del referendum. Cosa c’è di elettorale? L'intesa con i sindacati sulle pensioni? Ma non voleva, forse, la Lega fare un referendum per abrogare la «legge Fornero», che creerebbe un buco di decine di miliardi? E adesso si dice che è elettorale la flessibilità in uscita, l'abolizione delle norme che impediscono il cumulo e l'aumento della quattordicesima? 
  In questo decreto cosa c’è di elettorale ? La rottamazione delle cartelle, di cui si pagheranno quota capitale, interessi legali e remunerazione del servizio di riscossione? Ci è stato detto su questo che facciamo condoni e, contemporaneamente, che siamo degli strozzini. Basta questa palese contraddizione che per capire chi fa campagna elettorale. La realtà è che questa misura fa parte di un percorso di superamento di Equitalia, che avrà anche altre misure in futuro e, contemporaneamente, di un potenziamento della riscossione, dando all'Agenzia delle entrate-riscossione strumenti che ha già a disposizione l'Agenzia delle entrate. 
  I colleghi del MoVimento 5 Stelle si lamentano perché avremmo copiato la loro proposta su Equitalia di due anni fa dopo avergliela bocciata. Se è uguale, votatela e intestatevela! Se non la votate, è perché non è uguale e, allora, non potete accusarci di avervi portato via la marmellata. 
  È elettorale la riapertura dei termini della collaborazione volontaria ? Fa parte di una strategia in un contesto europeo internazionale, che vede gli Stati impegnati sul piano del potenziamento, della razionalizzazione e dell'allargamento dei meccanismi di scambio di informazioni fiscali, quindi di una strategia di maggiore efficacia nel contrasto degli illeciti fiscali internazionali. D'altra parte, nelle audizioni sono state da più parti presentate proposte per rendere permanente la misura. 
  È elettorale l'articolo 4 sulla comunicazione telematica dei dati delle fatture IVA? A giudicare dalle email arrivate ai parlamentari, direi proprio di no. 
  È elettorale il contributo per il trasporto ferroviario regionale di Campania e Molise ? 
  Dire che il debito della Campania, già sul tavolo alcuni mesi fa, non può essere imputato, per la dimensione che ha, all'attuale Presidente, ma che ha ragioni nel tempo passato, come il fatto che la Campania non ha utilizzato 600 milioni per il pagamento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione, di cui alla legge n. 35 del 2013, per questioni contabili, è dire la pura verità, non fare «marchette» come veniamo accusati. 
  È elettorale intervenire a favore dei comuni dei centri di trattenimento o di accoglienza per stranieri ? È semplicemente giusto, equo ed umano. È, invece, elettorale, populista, è una bugia – lo dico all'onorevole Pili – dire che tutte le cooperative che si occupano di questo tema sono di «Mafia capitale». È pura invenzione che noi andiamo a prendere i profughi in Libia e li portiamo in Italia. 
  È elettorale o semplicemente una politica per lo sviluppo finanziare il contratto di programma per le ferrovie, rifinanziare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, assumere misure per la promozione e lo sviluppo dell'agroalimentare e potenziare il tax-credit per il cinema e l'audiovisivo ? E non abbiamo tolto risorse agli esodati, onorevole Fassina: nel disegno di legge di bilancio c’è l'ottava salvaguardia. 
  Ecco, di questo abbiamo discusso in questi giorni: è un provvedimento impegnativo, corposo, affrontato certamente in un tempo ristretto dalle Commissioni di merito, ma non per questo è un provvedimento chiuso, blindato. Molti sono stati gli emendamenti approvati o riformulati, sia di maggioranza che di opposizione, grazie al lavoro dei relatori e alla disponibilità del Governo di entrare nel merito su ogni proposta, quando vi erano le condizioni tecniche per farlo. 
  Ovviamente, vi sono state in quest'Aula le proteste per l'ennesimo decreto-legge e l'ennesima fiducia, ma se da oltre vent'anni tutti i Governi fanno così, un motivo ci sarà: ed è l'anomalia del bicameralismo perfetto che abbiamo solo noi. C’è la possibilità di superare questa anomalia e di dare davvero centralità alla Camera dei deputati e al Parlamento: con il referendum del 4 dicembre, decideranno i cittadini. Chi è in quest'Aula, però, dovrebbe risparmiarci l'ipocrisia del lamento su decreti-legge e fiducie e, poi, lavorare per mantenere così com’è un sistema istituzionale che, da almeno trent'anni, la maggior parte delle forze politiche afferma che non funziona. 
  Non so, poi, dove l'onorevole Pesco abbia visto il profondo rosso del futuro Senato: anche nelle regioni si vota ogni cinque anni e gli elettori confermano o cambiano le maggioranze. 
  Pertanto, il gruppo del Partito Democratico, per queste ragioni, voterà con piena convinzione la fiducia al Governo.

 

http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=707&intervento=437680



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