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Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio

22 luglio 2016

Pubblicato in: AttualitÓ


Dichiarazione di voto dell'On. Maino Marchi

Grazie Presidente. Siamo al termine di un percorso che ha visto un forte impegno parlamentare da parte di tutti i gruppi su questo decreto, al di là dei giudizi in questa sede dove, si sa, si fa sempre un po’ di teatro. Oggi qualcuno è rimasto alle pregiudiziali, alle solite litanie sui decreti, ma veniamo al merito. Il presidente dell'ANCI Piero Fassino ha dichiarato due giorni fa che l'esame in Commissione bilancio del decreto-legge sugli enti locali non ha risolto questioni cruciali per la vita degli enti locali. L'ANCI torna ad insistere su questioni che si riferiscono alla difficile situazione finanziaria delle città metropolitane e a una serie di questioni relative ai comuni. Condivido che molte questioni siano rimaste aperte e che vi sia ancora molto lavoro da fare per definire un quadro di certezze di reale autonomia per gli enti locali. D'altra parte, questa non è la riforma degli enti locali, ma un decreto-legge su aspetti necessari ed urgenti. Credo che il Parlamento e la Commissione bilancio abbiano dimostrato in più occasioni una particolare sensibilità al problema. Anche in questa occasione in cui, ad esempio, la proposta su risorse aggiuntive per le funzioni fondamentali delle province sul Pag. 130fondo per ridurre le penali a favore dei comuni che estinguono anticipatamente i mutui con la Cassa depositi e prestiti ha avuto nel relatore, onorevole Misiani, il principale artefice. Soprattutto va vista la direzione di marcia dell'azione del Governo e del Parlamento. Con la legge di stabilità 2016 è stato riconosciuto da più parti, comprese le associazioni delle autonomie locali, che si è determinata una svolta con la fine dell'epoca dei tagli e il superamento del vecchio Patto di stabilità interno con il pareggio di bilancio. Con le modifiche alla legge n. 243 del 2012, già approvate dal Senato e che saranno all'esame della Camera la prima settimana di agosto, superiamo un quadro di regole inapplicabili sul pareggio di bilancio degli enti locali, che sarebbero entrate in vigore dal 2017, dando invece continuità alle regole della legge di stabilità 2016 e creando le condizioni per mettere mano al Testo unico degli enti locali e in quella sede affrontare le questioni ordinamentali ancora aperte, per andare nella direzione dell'autonomia, della responsabilità e della semplificazione. Con questo decreto-legge aiutiamo gli enti locali, miglioriamo la situazione. Parto da province e città metropolitane: eliminazione della sanzione economica per chi non ha rispettato il Patto di stabilità interno nel 2015, cioè per condizioni oggettive sostanzialmente, ossia la maggior parte degli enti. Non è forse un miglioramento ?; 48 milioni di euro in più per le funzioni fondamentali delle province. Non sono i 124 milioni richiesti, ma sono un miglioramento rispetto alla condizione data. Così come i 100 milioni per le strade già stanziati in legge di stabilità, ma di fatto inutilizzabili per la complessità delle convenzioni con ANAS, mentre ora sono un'assegnazione diretta. E queste sono due tra le cose più importanti approvate in Commissione con la condivisione del Governo. L'avere esteso a province e a città metropolitane quanto già prevedeva il decreto per i comuni in crisi finanziaria è un altro miglioramento. Per i comuni, il lavoro in Commissione ha permesso di ridurre le sanzioni per il non rispetto del Patto di stabilità interno, in particolare in relazione all'edilizia scolastica, a comuni fusi, a trasmissioni tardive, oltre a una misura per tutti. Non è tutto ciò che si chiedeva, ma è un passo avanti. Per la prima volta dopo anni di discussione, che hanno visto principale protagonista l'onorevole Fragomeli, si Pag. 131interviene per attenuare gli indennizzi per l'estinzione anticipata dei mutui. Questo non è solo un miglioramento: è una vittoria, altro che chiusura. Si tratta di 40, 48 e 48 milioni nel triennio. Vi è un miglioramento delle norme sul dissesto e pre-dissesto. In materia di personale facciamo decisivi miglioramenti per il turn-over che passa dal 25 al 75 per cento per i comuni sotto i 10.000 abitanti virtuosi nel rapporto dipendenti-popolazione e si sblocca la mobilità nelle regioni dove è stato ricollocato il 90 per cento del personale soprannumerario delle province. Si riducono altre limitazioni alle assunzioni. Si fa una grande operazione di assunzioni stabili per il personale insegnante ed educativo nelle scuole dell'infanzia e asili nido comunali anche con proroga di graduatorie e anche per i comuni che non hanno rispettato il Patto di stabilità interno 2015. Si fa per la prima volta un Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti. Penso non finirà qui: si avvia un processo. Vi sono norme che aiutano ad affrontare l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, che aiutano il comune dell'Aquila e gli altri colpiti da quel terremoto e i comuni colpiti dal sisma di Emilia, Lombardia e Veneto così come per il pagamento di tasse e contributi relativi a quel terremoto, per le vittime dell'alluvione di Sarno e per le famiglie delle vittime del disastro ferroviario di Andria-Corato e qui siamo veramente... E qui siamo veramente – credo vada sottolineato – intervenuti alla prima occasione utile e vi sono gli impegni del Ministro Delrio sul fronte delle risorse per la sicurezza del trasporto pubblico locale e ferroviario. Per le regioni si recepisce l'intesa Conferenza-Stato regioni sul trasporto pubblico locale anche ferroviario, sulla tempestività dei pagamenti dei debiti degli enti del servizio sanitario, sulla spesa farmaceutica affinché le regioni possano effettivamente recuperare le risorse iscritte nei bilanci. Si dà poi attuazione all'accordo del 21 luglio 2015 con la regione Valle d'Aosta e si fa quanto si era già impegnati a fare con la regione Siciliana con un patto che prevede impegni reciproci teso a dare stabilità alle risorse per questa regione. Ho sentito nel dibattito Pag. 132che qualcuno farà il porta a porta in tutta la regione per denunciare l'accordo. Per favore risparmi ai siciliani la bufala che gli sottraiamo 30 miliardi e diamo solo 500 milioni: è talmente grande che non ci crede nessuno. Non si è fatto assolutamente carta straccia dello statuto. Su questo accordo è intervenuta l'Assemblea regionale e il presidente della Sicilia: e chi li rappresenta se non questi organi ? Con l'accordo la Sicilia recupera risorse che le sono venute a mancare con l'applicazione letterale dello statuto, i 10 decimi del riscosso, con 5,61 decimi del maturato: recupera un miliardo e 685 milioni, altro che truffa. Questo provvedimento contiene inoltre altre cose positive: vi sono quelle già inserite nel decreto-legge su sentenze europee relative a discariche abusive da infrazioni su fogne e collettori depuratori migliorato in Commissione, quelle per l'agricoltura nello specifico sul settore lattiero-caseario con interventi ulteriori in campo suinicolo e cerealicolo, come ha già sottolineato questa mattina l'onorevole Carra. Quelle sulle fondazioni lirico-sinfoniche a cui si sono aggiunte quelle sul FUS e, in materia turistica, le norme ponte per la concesse delle concessioni demaniali marittime e lacustri. L'esame in Commissione, pur nelle strette maglie dell'ammissibilità, ha permesso di affrontare altri temi: misure urgenti per l'assunzione straordinaria di vigili del fuoco potenziando la dotazione organica di 400 unità; nuove misure per ulteriori piani di rateazione per i contribuenti in difficoltà; la sospensione fino alla fine del 2016 dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco per sostenere il settore aereo e ridurre gli oneri a carico dei passeggeri; la semplificazione delle procedure autorizzative per le apparecchiature a risonanza magnetica e, finalmente, gli indennizzi a favore delle persone affette da sindrome da talidomide di cui da tempo stiamo discutendo e che ha visto l'impegno di tutti i gruppi parlamentari. Insomma nel provvedimento che oggi approviamo alla Camera c’è solo del buono per gli enti territoriali, per le attività e le imprese di alcuni comparti produttivi, per il rafforzamento di alcuni servizi importanti della pubblica amministrazione, per i cittadini: altroché lobby ! Rivolgetevi altrove.

 

D'altra parte le stesse opposizioni, quando hanno parlato del merito, hanno evidenziato spesso diversi aspetti positivi. Si poteva fare di più e di meglio ? Non penso nelle condizioni di tempo in cui ci siamo trovati ad operare. Ma sono comunque convinto che il Governo e la maggioranza considereranno con grande attenzione i temi rimasti irrisolti per successivi provvedimenti e soprattutto, dopo il referendum costituzionale se vincerà il sì, saremo in grado di avere un quadro di maggiori certezze anche per regioni ed enti locali e di averli protagonisti al Senato sugli aspetti ordinamentali che li riguardano non solo come interlocutori ma come decisori nel processo legislativo. Per questi motivi esprimo il convinto voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.



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