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Direzione del 6 giugno 2016

6 giugno 2016

Pubblicato in: AttualitÓ



Il referendum sulle riforme costituzionali del prossimo autunno rappresenta un momento importante per il Paese. Un appuntamento che il nostro partito – promotore delle riforme stesse: annunciate nel momento di formazione del Governo, votate dai nostri gruppi parlamentari e su cui la direzione nazionale si è espressa con chiarezza – ha il dovere di preparare al meglio coinvolgendo e convincendo i cittadini sui contenuti oggetto del referendum.
 
Vogliamo partire proprio dal clima che va costruito attorno all’appuntamento con le urne. Non è utile, per la politica, per i cittadini, per il referendum stesso, alimentare lo scontro attorno a questa consultazione. Non è alzando muri che si possono informare e convincere i cittadini. E’ piuttosto costruendo ponti, stando nelle piazze, confrontandosi, favorendo la diffusione di informazioni che il Partito democratico potrebbe conseguire almeno tre risultati: far vivere al Paese il referendum per quello che dovrebbe essere, ossia una grande festa della democrazia, passaggio estremamente importante in quel percorso di riavvicinamento dei cittadini alla politica e alle Istituzioni che è la grande responsabilità che poggia sulle nostre spalle; trasferire in maniera diffusa informazioni e contenuti affinché i cittadini possano formarsi un giudizio consapevole sui quesiti (gli studiosi ci dicono che i più giovani, i cosiddetti ‘millenials’ hanno fame di partecipazione e vogliono essere informati); rimettere il partito in mezzo alle comunità e quindi recuperare le persone disilluse dalla politica, che hanno smesso di partecipare (e questo lo si nota anche attraverso il costante calo di affluenza).
 
Il nostro partito si è assunto l’onere di modernizzare l’organizzazione dello Stato, di ridisegnare l’architettura istituzionale per rispondere ad esigenze nuove, al passo con i tempi della società, dell’economia. Si tratta di un percorso a più tappe – e il referendum è una di queste – che rappresenta anche una sfida estremamente interessante per chi si mette a disposizione della ‘cosa pubblica’: Unioni dei Comuni, fusioni, creazione delle Aree Vaste, una riflessione sulle Regioni, sono i temi che dovranno essere nell’agenda di governo dei prossimi anni. Un processo di riforma che va agito pensando a come semplificare la vita agli amministratori e ai cittadini, a come risparmiare risorse per poterle mettere a disposizione di forme innovative di servizi (seguendo l’esempio dato proprio dalla nostra Regione). Un processo che il Partito Democratico porta avanti sotto l’egida dei principi – intoccabili – che sono nella prima parte della nostra Costituzione.
 
C’è un largo fronte – disomogeneo, in difficoltà nel proporre idee – che si catalizza ad ogni appuntamento elettorale con il solo scopo di danneggiare il Partito Democratico. E questa presenza rende assolutamente non banale qualsiasi passaggio di confronto con i cittadini. La nostra risposta – che è anche la grande scommessa di questo partito – è essere larghi, essere coinvolgenti e convincenti. Non abbiamo bisogno di lanciare ultimatum perché possiamo mettere in campo idee e proposte in grado di intercettare il favore dei cittadini. Nei prossimi quattro mesi il Partito Democratico faccia il Partito
Democratico: allarghi, sia in mezzo alla gente, informi, discuta, si confronti. Lo faccia a partire dalla raccolte delle firme sul referendum stesso che sono un’occasione in più per parlare con la gente e quindi fare ‘buona politica’. Lo faccia cogliendo al massimo le potenzialità delle nostre feste diffuse su tutto il territorio: un incredibile momento di incontro ed aggregazione, ma anche il modo migliore per ‘andare incontro alla gente’ con messaggi politici.
 
Tutto questo lavoro deve essere una responsabilità collettiva, di chi ha ruoli di rappresentanza istituzionale, di chi ha incarichi dirigenziali, di ogni circolo e di tutti i militanti e simpatizzanti. Sia l’impegno di una comunità politica – l’unica grande comunità politica che rappresenta anche la vera speranza di questo Paese – che sa che attraverso il proprio impegno può restituire dignità all’idea di Politica e quindi tutelare la Democrazia. Ogni circolo si senta chiamato alla promozione di iniziative sui temi del referendum, costituisca i comitati promotori del SI e accolga al loro interno anche esponenti della società civile in quell’ottica di allargamento che deve essere la cifra del nostro partito. Ai nostri parlamentari e consiglieri regionali la richiesta di essere a disposizione anche per proseguire nel percorso di formazione sui contenuti delle proposte del Partito Democratico a favore dei nostri militanti territoriali.
 
 
 
Reggio Emilia, 6 giugno 2016


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