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Pi¨ concretezza, meno annunci. Silvia Prodi fa il bilancio di un anno in Regione

15 gennaio 2016

Pubblicato in: AttualitÓ

Bologna, 9 gennaio 2016 – «Gli elettori devono essere messi in grado di verificare gli obiettivi raggiunti e non rimpinzati di annunci». È lo spirito con cui Silvia Prodi, a un anno dall'insediamento dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, presenta un resoconto del suo mandato – scaricabile in formato PDF sul sito www.silviaprodi.it – in cui espone e commenta i grandi temi e i principali risultati del lavoro svolto nel primo anno da consigliera regionale PD. Con i numeri di questo impegno: 8 interrogazioni e interpellanze, 38 risoluzioni, 11 ordini del giorno e un progetto di legge.

«È un dovererendere conto dello stato di avanzamento dei risultati, delle difficoltà e degli impegni che si vogliono portare a termine – prosegue Prodi – È il punto cardine di un confronto costante con la comunità, che dà trasparenza e avvicina i cittadini alle istituzioni. Per questo ho voluto mettere a disposizione una sintesi di un anno di impegno e traguardi importanti in tema di mobilità, ambiente, diritti e cultura. Un anno volto alla sobrietà e alla concretezza, con lo sguardo a sinistra e l'attenzione sempre rivolta ai territori. I buoni risultati saranno la leva per raggiungerne di nuovi.

L’Assemblea regionale della decima legislatura si è insediata il 29 dicembre 2014, dopo un’elezione caratterizzata da un altissimo tasso di astensionismo. Per questo il primo anno di lavoro si è voluto caratterizzare per efficienza e pragmatismo. Il primissimo tema trattato è stato il Progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri (di cui sono stata firmataria insieme a numerosi colleghi della maggioranza), divenuto poi Legge regionale, con cui abbiamo ridotto la nostra indennità e azzerato le spese dei gruppi consiliari, con una conseguente riduzione strutturale dei costi assembleari.

Come componente delle Commissioni III (Territorio, mobilità, ambiente), V (Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità) e della Commissione Parità e diritti, nel corso del 2015 mi sono dedicata prioritariamente ai temi collegati. In particolare l’anno si è aperto con alcune emergenze legate all’ambiente e alla mobilità. Il deragliamento a Rubiera il 16 febbraio 2015 di un treno regionale in seguito alla collisione con un treno merci ha reso necessaria una mia interrogazione in aula per evidenziare l’evento e i rischi connessi alla viabilità ferroviaria, in particolare in prossimità di snodi merci, in modo da attuare disposizioni per migliorare sia la sicurezza del servizio ferroviario sia le condizioni dei pendolari.

Più in generale durante tutta l’attività di quest’anno, trasporto e mobilità sostenibile sono stati sempre presenti, attraverso atti volti a favorire gli spostamenti bici-treno, realizzare percorsi ciclabili, promuovere il sistema ferroviario all’interno dei documenti di programmazione del trasporto regionale (come per esempio il sistema ferroviario metropolitano bolognese).

In materia ambientale il 2015 è stato scenario di un’emergenza legata alla nevicata dei primi di febbraio, che soprattutto a Reggio Emilia e provincia ha provocato un blackout di giorni, creando situazioni di enorme disagio. La Commissione III ha prontamente convocato i gestori interessati a cui abbiamo spiegazioni al fine di garantire i cittadini e consumatori nei loro diritti, e di sollecitare adeguate misure nella gestione della distribuzione.

Sempre sul tema ambiente l’anno è stato caratterizzato dalla discussione e approvazione della Legge regionale a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata. Un provvedimento frutto sia del percorso attuato durante la scorsa legislatura (che a sua volta aveva fatto proprie proposte di legge di iniziativa popolare) sia del lavoro messo a punto dalla Giunta, dalla Commissione III e dall’Assemblea.

Il risultato è un testo finale giustamente ambizioso, che si propone di innescare un cambiamento anche culturale delle abitudini di consumo dei cittadini e proporre un modello virtuoso di utilizzo delle risorse, tema ormai ineludibile. Tra i molti dispositivi in legge, quello della tariffazione puntuale – si pagherà in base al rifiuto indifferenziato prodotto – è il più significativo, equo e innovativo.

Progetto di legge volto alla semplificazione e ottimizzazione gestionale di Er.Go, l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell’Emilia Romagna. Il provvedimento ha portato a uno snellimento strutturale che, non incidendo sull’efficienza, ha creato un risparmio destinato ad aumentare i fondi per gli studenti.

Il processo di discussione in commissione e in aula mi ha dato modo di conoscere sia la professionalità dei funzionari dell’Assessorato competente sia la giustezza dell’iter legislativo, e nelle occasioni successive di analisi vi è stato un confronto critico e costruttivo anche con le opposizioni, arrivando a sintesi migliorative.

In Commissione V si è affrontato inoltre il tema del governo delle politiche culturali a valle della Legge di riordino regionale. In particolare questa legge identifica l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali (IBACN) come organismo tecnico-scientifico ai fini della programmazione e pianificazione in materia di cultura, spettacolo, nonché adozione e attuazione dei relativi piani e programmi di intervento. A esso la legge affida, su programmazione poliennale, la facoltà di proporre all’approvazione della Regione la suddivisione per destinazione d'intervento dei fondi annuali per la programmazione bibliotecaria e museale. Questo assetto, che sposta dalle Province alla Regione funzioni in materia di coordinamento culturale, ha messo in luce l’esigenza di seguire anche da vicino le vocazioni territoriali in materia, per facilitare il processo e tutelare le eccellenze, come il sistema bibliotecario della Provincia di Reggio Emilia. Un percorso collettivo di dialogo e costruzione, dove tutti i Comuni si coordinano nel confronto con l’IBACN.

In Commissione Parità ho avuto modo di conoscere gli organi di garanzia regionali e di verificare i primi riscontri della Legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere. Sul territorio poi ho preso parte a diversi incontri in particolare sulla medicina di genere, uno degli aspetti più innovativi contemplati dalla legge, che vede coinvolte eccellenze in campo medico della provincia di Reggio Emilia.

Nei miei interventi pubblici ho sempre sottolineato l’esigenza di garantire equità e diritti, in particolare per avversare pulsioni omofobe che attraversano anacronicamente la società. Questo impegno si trasmette nella tutela e promozione di tutti i temi connessi, inclusi i programmi regionali di educazione affettiva e sessuale per gli studenti.

Vi sono state anche istanze che, arrivando dal territorio reggiano, hanno coinvolto tutta l’Assemblea per importanza e urgenza. Tra queste senz’altro quella del punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, che ha provocato discussioni appassionate sia nel gruppo consiliare sia in Assemblea, dove ho contribuito a finalizzare una risoluzione approvata all’unanimità dei consiglieri. Un deciso risultato positivo dal punto di vista politico, che ha dimostrato la capacità di essere uniti sui temi fondamentali».



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