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Approvata la legge regionale quadro per la parita' tra donne e uomini, la prima in Italia

27 giugno 2014

Pubblicato in: AttualitÓ











Ce l’abbiamo fatta. Le donne dell’Emilia-Romagna ce l’hanno fatta. Questo è solo l’inizio, ho detto in Aula, ed è vero. Lasciatemi però dire che è un inizio fondamentale, per niente scontato e su cui pochi avrebbero scommesso quando abbiamo iniziato questa avventura insediando la Commissione per la Parità regionale. L’intenso percorso di partecipazione e studio che ha portato a questa normativa quadro, inedita nel panorama delle Regioni italiane, proseguirà nelle prossime settimane e mesi sia in Regione che sul territorio, dove la legge “vivrà” compiutamente.
Per uscire dalla nicchia o dalla carta, in cui i principi costituzionali paritari e i diritti delle donne sono ancora troppo spesso relegati, abbiamo ora una legge “quadro” trasversale ai settori. Ora le politiche di genere sono strutturali, incardinate in un’azione regionale orientata allo sviluppo. Il ruolo sociale, politico e culturale della donna è una leva di crescita irrinunciabile e lo dimostreremo anche dando attuazione ed esito trasparente a questa normativa. Oltre che di una straordinaria partecipazione femminile diffusa, essa è – e sarà – il frutto dell’alleanza tra donne e uomini per un protagonismo sociale condiviso che porti ad una vera democrazia paritaria, ad un miglioramento complessivo ed equo della nostra società



Roberta Mori



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Nel corso dell’Assemblea Regionale tenutasi il 25 giugno 2014 è stata approvata la legge regionale quadro per la parità tra donne e uomini, la prima in Italia, frutto di un percorso di due anni a partire dall’istituzione della Commissione per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini. Firmatari della proposta di legge approvata sono i consiglieri Roberta Mori (PD), presidente della commissione Parità, i vice-presidenti Rita Moriconi (Pd) e Mauro Malaguti (Misto), Anna Pariani (Pd), Gabriella Meo (Sel-Verdi), Monica Donini (Fds), Thomas Casadei (Pd), Luciana Serri (Pd), Mauro Manfredini (Lega Nord), Sandro Mandini (Idv).

La legge rappresenta una grande novità per contenuti e per metodo che ha visto un ampio e partecipato coinvolgimento di tutte le forze politiche, presenti in Regione, ma soprattutto di soggetti esterni come istituzioni, associazioni di volontariato, ordini professionali, università, enti locali. Durante il percorso che ha portato all’approvazione della legge si sono svolte numerose audizioni pubbliche che hanno consentito un confronto proficuo, il recepimento di esperienze già in atto, l’approfondimento su temi specifici.

Non ultimo l’integrazione nel testo di legge regionale della legge d’iniziativa popolare promosso dalla Conferenza Regionale delle Donne Democratiche che la scorsa estate ha consegnato all’Assemblea Legislativa quasi 12 mila firme raccolte tra cittadine e cittadini, che ha dato un’importante impronta di partecipazione dal basso.

IL DIBATTITO IN AULA

Numerosi gli interventi in aula da parte dei consiglieri del Gruppo Assembleare PD, a partire da Roberta Mori, Presidente della Commissione Parità e relatrice della legge, che ha evidenziato le principali caratteristiche della legge quadro: “La parità è un diritto e una componente essenziale del principio di uguaglianza sostanziale, di qualità e benessere sociale, nonché dello stesso concetto di sviluppo umano. Oggi approviamo una legge che traccia un orizzonte di azioni positive, mette a sistema ciò che abbiamo con la necessità di un coordinamento più efficace ed efficiente, che afferma un’idea di società”.
> La relazione letta in aula da Roberta Mori (PDF)
> La sintesi della legge (PDF)


Nel corso della dichiarazione di voto di Anna Pariani, capogruppo PD, unitamente al ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo alla stesura della legge, ha sottolineato l’importanza del voto di oggi: “La storia dimostra che solo l’avanzamento dei diritti delle donne e la lotta alle discriminazioni consentono evoluzione e crescita per tutti e che anche nella ricca ed evoluta Emilia-Romagna, tra le prime regioni in Europa, è stato necessario ribadire che ci sono ancora diritti non rispettati per le donne”.

La consigliera Rita Moriconi, vicepresidente della Commissione parità, partendo dalla propria esperienza personale, ha posto l’accento sulle difficoltà affrontate dalle donne nel mondo del lavoro quando ci si impegna nella politica o nell’amministrazione, per il timore dell’abbandono dell’attività professionale o della carriera intrapresa in aziende o altro per 5 anni.
> L’intervento in aula di Rita Moriconi (PDF)

Durante il dibattito in aula Thomas Casadei, componente della Commissione regionale parità, ha dichiarato: "Si tratta di una legge che fa la differenza e che segna profondamente questa legislatura: per il suo percorso – lungo e partecipato; per i contenuti, innovativi ma esito di buone pratiche ormai consolidate; per il metodo di condivisione tra forze politiche, tra donne e uomini, tra tanti soggetti della società. L’auspicio è che tutte e tutti sappiano, insieme, fare di questa legge una pratica quotidiana per rendere la nostra società regionale più libera e più equa".
> L’intervento in aula di Thomas Casadei (PDF)

Stefano Bonaccini ha espresso il suo plauso per il lavoro svolto: “Mi auguro che questa ottima legge diventi riferimento a livello nazionale anche per le altre regioni. Sottolinea il ruolo positivo della mobilitazione messa in atto dalla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare promosso dalla Conferenza Regionale delle Donne Democratiche. Adesso abbiamo alcuni temi da affrontare quanto prima: la rappresentanza paritaria nella prossima legge elettorale regionale attraverso la doppia preferenza di genere, e un’attenzione specifica sul linguaggio per evitare le spiacevoli espressioni sessiste di cui troppo spesse sono oggetto le donne”.

La consigliera regionale Paola Marani ha evidenziato infine “il ruolo positivo della legge quadro che sarà in grado di orientare tutte le politiche regionali e che contribuirà a migliorare la qualità della vita di tutti cittadini, non solo delle donne”.






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